Cliccare sull'immagine per iscriversi al Gruppo Facebook in ricordo di Paola Quartini ed Elvio Fichera.
Le guardie zoofile e i volontari della Sezione genovese della Lega Nazionale per la Difesa del Cane, unitamente alle guardie zoofile e ai volontari dell’Associazione Amici degli Animali Abbandonati e ancora insieme all’Associazione Difesa Animali e all’Associazione dei Veterinari per i Diritti degli Animali ritengono oggi di essere in lutto doppio, non solo perché due sono le persone strappate al loro affetto e all’affetto dei propri cari da quell’imprevedibile attimo di follia assassina, ma perché rimpiangono i loro amici uccisi due volte...
Una volta è certamente attraverso i colpi di quella pistola che li ha raggiunti, lui alla testa, lei in più punti di cui l’ultimo alla bocca, ma l’altra è per mezzo di alcune parole che abbiamo sentito in questi giorni, dalle quali sembra trasparire che l’orrendo omicidio possa essersi verificato quasi come una reazione esasperata ad una tensione sociale tra due opposte fazioni in una sorta di guerriglia ideologica venuta al suo tragico epilogo.
Ma non è questo quanto è accaduto: Paola e Elvio erano due guardie zoofile uccise mentre eseguivano il loro dovere, in perfetto accordo con le norme vigenti e con le procedure previste e se è innegabile e indiscutibile che la caccia è concessa dalla Legge e in quanto tale va accettata anche da chi ne è contrario, è altrettanto vero che tutti i cani, anche quelli dei cacciatori, hanno il diritto di essere trattati secondo quei criteri di vivibilità mutuati dall’etologia applicata che la stessa Legge prevede e che è altresì dovere delle forze di polizia, così come delle guardie zoofile volontarie di protezione animale, create apposta per questo compito, di far rispettare queste norme.
Rimane da interrogarsi invece sul motivo di questa crescente quantità di episodi di aggressività sociopatica, in questo intollerabile clima di brutalità globalizzata, in cui certe persone sembrano essere paragonabili a bombe ad orologeria, detonate ora o poi da un particolare evento stressogeno in grado di far scattare, in modo apparentemente del tutto imprevedibile, la molla assassina.
Dott. PIER LUIGI CASTELLI per
LEGA NAZIONALE PER LA DIFESA DEL CANE
Sezione di Genova
A questo aggiungiamo, come AVDA, che riteniamo vergognosi e indegni di un Paese minimamente civile, articoli come questo di BigHunter con i relativi commenti deliranti dei cacciatori, che in qualche modo sembrano voler giustificare o comunque comprendere le motivazioni dell'assassino-suicida. Invitiamo tutti gli animalisti, i sostenitori zoofili e cinofili e tutte i cittadini che rispettano la legalità e sono contro la violenza, a esprimere il loro parere sotto a questo genere di articoli.